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SANITARI SOSPESI DAL LAVORO: VIENE MENO IL VINCOLO DI FEDELTA' TRA LE PARTI

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Pubblicato da in SANITA · 24 Settembre 2021
Molto rumore sta facendo la decisione del Governo Italiano di sospendere dal lavoro e dalla retribuzione chi non accetta l'obbligo diretto vaccinale imposto per legge  e non accetta  il GREEN PASS. La sospensione e gli effetti , previsti direttamente ope legis, incidono profondamente nella vita personale e familiare del dipendente sospeso a cui non viene nemmeno riconosciuto l'indennità assistenziale . Infatti in forza del disposto contrattuale, al dipendente sospeso è corrisposta un'indennità di natura assistenziale pari al 50% dello stipendio tabellare in godimento al momento della sospensione nonché gli assegni del nucleo familiare e la retribuzione individuale di anzianità, salvo conguaglio nel caso in cui il procedimento penale si concluda con una pronuncia di assoluzione con formula piena e il procedimento disciplinare, a esso correlato, si chiuda conseguentemente con un provvedimento di archiviazione (la c.d.  restitutio in integrum). Nel caso della sospensione per legge 76/2021 ciò non accade! ed è espressamente previsto  che : "per il periodo di sospensione  di cui al comma 9 non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato" . Si tratta di una misura estrema voluta dal Governo che , attraverso questa forma estorsiva, vuole obbligare alla vaccinazione chi per libera scelta decide altrimenti. Ovviamente , però, vi sono anche dei riflessi positivi non voluti in quanto  con la sospensione vengono meno tutti gli obblighi tra le parti: non ci sarebbero più gli obblighi di fedeltà , le incompatibilità e le esclusività , e si potrebbero instaurare rapporti di lavoro con altri datori di lavoro italiani ed esteri. A tal proposito la Corte Suprema ha stabilito la necessità di valutare caso per caso per analizzare una eventuale incompatibilità tra due occupazioni, anche se in linea di massima ci sono alcune linee guida da seguire. In genere l’azienda non può contestare il doppio lavoro di un dipendente, se questo viene svolto al di fuori degli orari lavorativi, non ha ripercussioni sul rendimento, non è in conflitto o in concorrenza con esso. Nel caso dei sospesi dal servizio per non aver ottemperato agli obblighi vaccinali, quindi , sarebbe possibile lavorare per un altro datore di lavoro diverso dall'Ente che lo ha sospeso. A venire in aiuto è anche la Costituzione che sancisce il diritto al lavoro  (art 1) ed ad una retribuzione proporzionata alla quantita' e qualita' del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a se' e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa (art 36), diritto al lavoro ed a una retribuzione sufficiente per sè e per la propria famiglia negato vergognosamente dal Governo Italiano.



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