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MASCHERINE E D.P.I. , QUANDO E COME UTILIZZARLE.

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Pubblicato da in NAZIONE · 12 Marzo 2020
Tags: #jatevenntuttacasa
Molte persone ,  semplici cittadini ma anche personale sanitario, si domandano quale mascherina, D.P.I. (Dispositivo di protezione Individuale) o presidio sanitario è idoneo a combattere la virosi che sta affliggendo la nostra penisola. Basta fare un giro nelle città del nostro amato paese per vedere in questo periodo persone affannate a fare spese di prima necessità per la famiglia rigorosamente con mascherine chirurgiche, FFP2 e FFP3 e sciarpe a mò di mascherina o , addirittura, con mascherina e sciarpa. Non è difficile, invece, vedere in Ospedale personale senza mascherina o con delle semplice mascherine chirurgiche ( a triplo strato di stoffa con filtrante nell'ultimo strato). Ma allora come comportarsi in Ospedale e per strada?
Gli esperti hanno dato indicazioni sulla tipologia di mascherine da utilizzare, precisando come indossarle per proteggersi nel modo corretto. Ecco dunque quali acquistare, come indossarle e quando. Le mascherine vanno a ruba, ma non sono tutte protettive in egual modo.Le mascherine chirurgiche sono monouso in tessuto non tessuto, quattro strati (tipo II o IIR), esterno filtrante, centrale impermeabile ai liquidi e permeabile all’aria, strato interno a contatto con la pelle ipoallergenico, con barretta intera deformabile stringinaso per conformare perfettamente la mascherina al volto. Sistema di fissaggio a legacci o elastici.
Proteggono naso e bocca dalla contaminazione con particelle di diametro medio di 4,5 µ. Pur originate dall’esigenza di proteggere il paziente (interventi chirurgici, manovre asettiche), costituiscono un efficace sistema di barriera anche per l’operatore sanitario per la resistenza ai fluidi e l’elevato potere filtrante che va dal 95 ad oltre il 99%.
Sono fatte indossare dal paziente con sospetta o accertata patologia trasmissibile per droplet o per via aerea (sindrome influenzale) e proteggono l’operatore dalla trasmissione.
È consigliato l’utilizzo della mascherina chirurgica:
  • nell’assistenza a pazienti con sospetta malattia trasmissibile per via aerea/droplet (sindrome influenzale, varicella, morbillo), nelle attività per le quali esista la possibilità di generare spruzzi o schizzi di sangue o di altri fluidi corporei
  • nelle attività tecniche e amministrative di supporto
  • medici, infermieri, biologi, ostetriche e tutto il personale sanitario
  • personale tecnico di supporto all’assistenza: OTA, OSS, ausiliari
  • personale delle ditte appaltanti servizi (es. pulizie)
  • personale delle Pubbliche Assistenze. Impiegati e personale tecnico in servizio presso i reparti di degenza, ambulatori, DH, radiologia, front office.
Gli esperti consigliano le  mascherine FFP3 , certificate in conformità alla norma EN 149. A suggerire il loro utilizzo è anche l’Associazione dei produttori e distributori dei dispositivi di protezione individuale o collettivi (DPI). Questi precisano infatti che le mascherine FFP3 ( a fianco nell'immagine)  “sono sufficienti a garantire la prevenzione dai rischi biologici aereodispersi, in molte situazioni lavorative in ambito sanitario”. Hanno inoltre un’efficacia filtrante del 98%, dunque superiore alle FFP2 (sotto) con efficacia filtrante del 92%.“La mascherina è consigliata solo se presenti sintomi di malattie respiratorie o se assisti una persona con sospetta infezione” hanno spiegato gli esperti. La conferma è arrivata anche dall’OMS che ha raccomanda di utilizzare la mascherina quando si ha il sospetto di aver contratto il coronavirus, in presenza di sintomi quali starnuti frequenti o tosse persistente. Va inoltre indossata quando si assiste una persona con sospetta infezione. Le mascherine per le persone sane non servono a niente, servono alla persona malata e al personale sanitario” ha precisato Walter Ricciardi, membro dell'Oms e consulente del ministro Speranza.
“Le mascherine di garza non servono a proteggere i sani, servono come misura di precauzione” ha aggiunto l’esperto.
L’utilizzo delle mascherine consente di limitare la diffusione del virus. Proprio per questo deve indossarla chi sospetta di aver contratto l’infezione e presenta i sintomi tipici. Questa misura protettiva deve essere adottata in aggiunta alle altre.
“Contro la diffusione del virus è prioritario curare l'igiene respiratoria e delle mani” ha infatti affermato il Ministero della Salute.
È fondamentale lavare frequentemente le mani e non toccarsi il viso con le mani contaminate, non lavate. Il Ministero della Salute ha indicato la procedura corretta per indossare e togliere la mascherina. Ha inoltre precisato che indossare più mascherine una sopra l’altra non serve a nulla.
COME METTERE LA MASCHERINA
  • Prima di indossarla bisogna lavare le mani con acqua e sapone o con una soluzione alcolica
  • Indossare la mascherina coprendo bene bocca e naso
  • Assicurarsi che la mascherina aderisca correttamente al volto
COME TOGLIERE LA MASCHERINA
  • Prenderla dall’elastico, evitando di toccare la parte anteriore
  • Inserirla in un sacchetto chiuso prima di buttarla
  • Lavare di nuovo le mani
Gli esperti consigliano di cambiare la mascherina quando diventa umida. Quella tolta non va riutilizzata e va sostituita con una nuova.
Ma , quando gli operatori sanitari debbono trasportare un sospetto caso di Coronavirus, come debbono comportarsi e cosa debbono usare?
CASO SOSPETTO.
Il trasferimento di una caso sospetto di virus SARS - Co-V-2 deve avvenire utilizzando una autoambulanza che sarà decontaminata immediatamente dopo il trasferimento. L'ambulanza dovrà avere una divisione tra vano autista e vano paziente. Il personale sanitario deve indossare DPI idonei , consistente in filtranti respiratori FFP2 , protezione facciale, tuta protettiva, doppi guanti non sterili,protezione per gli occhi. Il caso sospetto o confermato deve indossare una mascherina chirurgica durante il trasporto. Il trasferimento di una caso confermato di SARS - Co-V-2 deve invece avvenire con le necessarie precauzioni e dopo attenta valutazione tra la struttura di provenienza e quella di destinazione.
CASO AL PRONTO SOCCORSO
Nella fase di accoglienza per pazienti con sintomi respiratori che accedono al Pronto Soccorso è necessario provedere un percorso immediato e un'area dedicata per il triage per evitare il contatto  con altri pazienti. Il paziente con sospetto COVID 19/polmonite va indirizzato al Dipartimento di Malattie Infettive, indossando sempre la maschera chirurgica anche durante le procedure diagnostiche.
Nella gestione del caso , l'operatore sanitario deve:
  • essere dotato di idonei DPI
  • seguire le corrette procedure di disinfezione e smaltimento rifiuti.
GESTIONE DEI CASI NELLE STRUTTURE SANITARIE
Le strutture sanitarie sono tenute al rispetto rigoroso e sistematico delle precauzioni standard oltre a quelle previste per vie aeree, da droplets e da contatto. I casi confermati  di COVID 19 devono essere ospedalizzati , ove possibile in stanze di isolamento singole con pressione negativa, con bagno dedicato e possibilmente, anticamera. Qualora ciò non sia possibile , il caso confermato deve comunque essere ospedalizzato in una stanza singola con bagno dedicato e trasferito appena possibile in una struttura con idonei livelli di sicurezza. Si raccomanda che tutte le procedure che possono generare aereosol siano effettuate in una stanza di isolamento con pressione negativa. Il personale sanitario in contatto con un caso sospetto o confermato di COVID 19 , deve indossare DPI adeguati , consistenti in filtranti respiratori FFP2 (utilizzare sempre FFP3 per le procedure che generano aereosol) protezione facciale,camice impermeabile e maniche lunghe, guanti.

                                         Occhiali , Tuta e maschera facciale




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