DIARIO SANITA' - fisinazionale

seguici su
foto
FEDERAZIONE
ITALIANA
SINDACATI
INTERCATEGORIALI
Vai ai contenuti

LO STATO DI NECESSITA' E' DIVERSO DA CIO' CHE E' NECESSARIO.

fisinazionale
Pubblicato da in NAZIONE · 27 Aprile 2020
Bruttissima conferenza di Conte , attuale Presidente del Consiglio dei Ministri pro tempore, che dopo aver indetto lo Stato di Emergenza - o di necessità che dir si voglia - oramai da diversi mesi, si avvia a decretare la fine dell'unità di Italia dove - una nuova figura - quella del "Governatore" sostituirà i poteri dell'attuale Stato. Infatti con gli innumerevoli D.P.C.M. (Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri) , tutti rigorosamente variati a livello di singole regioni a seconda delle esigenze, con un atto illegittimo - che i migliori costituzionalisti considerano uno scempio -  ha permesso una "libertà" di pensiero e di azioni ai vari Governatori che , così, assumono al ruolo di "reggenti" dei propri domini mandando a quel paese la democrazia e la costituzione. Oramai da gennaio , e forse fino al 1 giugno, siamo in uno stato di forte limitazione delle libertà individuali, sociali e commerciali che non hanno paragoni dal 1948 ad oggi. Più che Stato di Emergenza, dobbiamo parlare di Stato di Polizia vista l'evoluzione della situazione che si trascina da parecchi mesi.  E' possibile che , oltre ai piccoli allentamenti effettuati in conferenza, lo Stato di emergenza possa protrarsi fino al 31 luglio. Ciò sarebbe catastrofico , come lo è stato fino ad ora, specialmente nelle regioni del centro sud dove si combatte giorno dopo giorno per portarsi a casa il necessario per la propria famiglia in attesa che lo stato ti riconosca qualcosa che , comunque, finirà in tasse. Bar e ristoranti solo per asporto, estetiste e parrucchieri dopo il 01 giugno, incerta la sorte del turismo e delle spiaggie dove , il solito buon De Luca, vieterebbe addirittura le spiagge libere. Pronti quindi a riempirci di debiti con l'Europa e a perdere fette di mercato internazionale su cui saremo sostituiti da Germania, Francia più altri e a mandare al massacro migliaia di artigiani e piccoli commercianti. Pronti , pure, qualche governatore a fare manovre "più stringenti" per impedire il contagio (?). Solo che , il contagio, nel centro sud non è proprio arrivato , o se è arrivato è stato residuale, e pertanto ben si poteva prevedere di aprire le attività in maniera differenziata ed "imporre" , e non consentire, alle regioni del centro sud di aprire le frontiere in maniera protetta secondo dei protocolli ben precisi laddove il contagio era minore così da consentire il volo a queste ultime che sarebbero state il "volano" di Italia. Allo stesso modo era ipotizzabile, visto l'inefficacia delle misure nelle regioni del nord più colpite, aprire alla produzione in ambito esclusivo regionale  garantendo idonee misure di sicurezza quali distanza sociale , uso di mascherine, non assembramento e maggiore protezione della popolazione anziana. Ed invece no, con questo modo di fare stiamo morendo di coronavirus e di ristrettezze e ci stiamo indebitando solo perchè insiste tra i Governatori una corsa a chi chiude di più e a chi vorrebbe aprire con uno scontro frontale che sta finendo sul terreno ostico delle differenze tra nord e sud: l'Italia va verso , grazie alla incapacità di qualcuno, una frammentazione che non promette nulla di buono. Qualcuno già parla di rivoluzione e di forconi sul web : ciò che è necessario agli Italiani in questo momento non corrisponde allo stato di emergenza, incostituzionale,  dichiarato  da Conte e nè alle chiusure delle frontiere regionali "per mancanza di titolo" dichiarate da De Luca - che è scivolato su un brutto piano scosceso.  



Nessun commento

Torna ai contenuti